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“Sono fiero del mio Paese”

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Mi ha molto colpito la frase finale del discorso pronunciato dal Presidente Mattarella per la Festa della Repubblica che celebriamo oggi.

Non è semplice retorica ma è il grazie del garante dell’unità nazionale agli italiani che, in questi mesi di prova e sofferenza, hanno messo da parte interessi economici, personali e familiari per contenere la pandemia da coronavirus. E’ vero che le disposizioni di legge vietavano qualsiasi forma di contatto sociale ma non scordiamo che, senza la caparbietà e l’abnegazione della maggioranza dei cittadini, le cifre del contagio sarebbero state altre. Molto peggiori.

Dai balconi delle nostre case si vede ancora sventolare qualche Tricolore sbiadito. Il senso di unità nazionale, che ha attraversato tutto il Paese, e che ci ha fatto vivere il lockdown “in unione”, “sono la prova che c’è un’Italia che non ha dimenticato di essere un popolo e si è ricordata del valore di saper resistere”, come scrive Carlo Verdelli sul Corriere della Sera di oggi.

«Peggio di questa crisi, c’è solo il dramma di sprecarla», ha detto papa Francesco. Da domani finirà definitivamente il periodo di chiusura. Sarà l’inizio di una fase 2, un nuovo inizio: “la condizione perché questo avvenga sarà legata al fatto che ciascuno, partecipando alla ricostruzione che ci attende, ricerchi, come unico scopo, il perseguimento del bene della Repubblica come bene di tutti. Nessuno escluso”.

Buona Festa della Repubblica!

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